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Chi siamo

 Autore del blog è il Dr.  Domenico Piazza, medico, specialista in Neurologia, esperto in Agopuntura, dipendente dell’ASL TO2

di Torino, Ospedale San Giovanni Bosco, responsabile dell’ambulatorio cefalee e dell’ambulatorio di agopuntura.

Il Dr. Domenico Piazza è iscritto all’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Torino (n.11979)

Si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Torino nel 1982.

Si è specializzato in Neurologia presso la stessa Università nel 1986.

Ha conseguito l’attestato Italiano di Agopuntura della FISA (Federazione Italiana delle Scuole di Agopuntura) nel 2000.

Attività libero professionale: viene svolta presso studio privato in Via Cibrario 58, Torino

per conto dell’ASL To2 (intramoenia)

Per prenotazioni: Ospedale San Giovanni Bosco, ufficio attività libero-professionale,

tel. 011/2402418 – 011/2402469 – 011/2402136 (dal lunedì al venerdì, ore 14-16)

mail: dom.piazza@tiscali.it

Per informazioni tel. 335.80.777.81

8 thoughts on “Chi siamo

  1. La ringrazio davvero…Il suo blog sta diventando sempre più fondamentale per la risoluzione al mio problema…
    Cordiali saluti.

  2. Dopo 3 mesi di terapia con flunarizina conviene fare un periodo di sospensione ed assumere per esempio magnesio per 2 mesi; questo perchè la flunarizina è un farmaco con effetti positivi ma anche effetti collaterali indesiderati che aumentano prolungando la terapia nel tempo; invece il magnesio è un sale minerale che comunque ha un effetto documentato nella prevezione dell’emicrania e non presenta effetti collaterali.
    Cordiali saluti

    • Innanzitutto grazie per la risposta.
      Avevo comunque già provato il Mg per 3 mesi prima della flunarizina,ma senza risultato.
      Nell’attesa mi sono documentata e ho iniziato una cura a base di mirtillo e omega (totalmente naturale) sperando di riscontrare effetti positivi anche se a lungo termine.Lei sa dirmi se effettivamente questo abbinamento possa dare esito positivo?
      Almeno fino all’inizio dell’agopuntura.
      Grazie nuovamente in anticipo.

      • Pubblico un nuovo articolo che fa il punto sulle terapie preventive per l’emicrania e comprende anche i cosiddetti trattamenti complementari o alternativi. Questi sono i soli pochi dati sicuri sulle terapie complementari efficaci nell’emicrania riconosciuti a livello internazionale
        Distinti saluti

  3. Gentilissimo dottore,trovo il suo blog girovagando in internet alla ricerca di informazioni sull’ emicrania con aura. Ho iniziato ad avere episodi dal 31 ottobre e ne ho avuto uno oggi stesso. In precedenza quest’estate ho avuto un sintomo di aura ma senza emicrania. Mi sono rivolta ad un pronto soccorso qui a Torino. Mi han diagnosticato un’emicrania con aura e prescritto degli esami da fare ambulatoriamente. ma sono molto spaventata e restia a prendere farmaci senza comprendere il motivo di questo problema improvviso. Ho pensato a un fattore di stress e di ansia. Mi hanno prescritto auradol per bloccare l’attacco ma non ho provato a prenderlo, perché mi hanno detto che è molto deabilitante e mentre lavoro non posso permettermelo. Non ho mai sofferto di mal di testa e non so come comportarmi. Il più delle volte prendo tachipirina che mi aiuta. Vorrei un consiglio se si può. Grazie. Ho 29 anni, lavoro ma non faccio attività fisica regolare. Grazie saluti

    • L’emicrania con aura ha un andamento nel tempo molto imprevedibile, spesso ci sono periodi in cui gli attacchi sono ravvicinati, seguiti da lunghi periodi di latenza per mesi o anni, in cui l’emicrania è assente. Quando compaiono i primi attacchi è bene fare gli accertamenti prescritti dallo specialista che comprendono anche accertamenti radiologici (TAC o Risonanza Magnetica cerebrale). Per i consigli terapeutici bisogna affidarsi ugualmente allo specialista, che valuterà soprattutto la frequenza degli attacchi. Data la imprevedibilità del decorso e visto che generalmente vi sono lunghi periodi senza attacchi spesso non è indicata una terapia di profilassi ma è più utile dare indicazioni su come trattare i singoli episodi.
      Cordiali saluti

  4. buon giorno, ho 28 anni e soffro di emicrania con aurea da circa sei anni e ho spesso attacchi molto forti con aurea, almeno due volte al mese, e ogni volta durano dai tre ai 5 giorni, sempre collegati alle mestruazioni, e un emicrania giornaliera meno forte. In questi anni mi hanno prescritto vari farmaci come Laroxil, depachin, topomax, triptani, magnesio vitamina b, ma hanno migliorato solo di poco il mal di testa.Ho interrotto la terapia da circa un anno per problemi allo stomaco, so di aver sbagliato anche perché l’ho fatto senza il parere del neurologo che mi seguiva, ma ascoltando solo quello del mio medico.
    Un mese fa è successa una cosa anomala, a seguito di 3 giorni di mal di testa molto forte con aurea, ho avuto una crisi epilettico convulsiva, sono stata ricoverata per 10 giorni in ospedale e hanno effettuato vari esami come tac, risonanza magnetica con contrasto,ed elettroencefalogramma, tutti usciti bene, a parte la tac in cui è stata vista una macchia sul cervelletto, per questo è stata effettuata anche la risonanza e da lì non è uscito niente.mi hanno detto che quella crisi è dovuta all’emicrania e che i farmaci che mi hanno prescritto e che ho preso fino ad un anno fa erano troppo forti, anzi secondo il neurologo che mi ha visitato non dovrei più prendere farmaci preventivi, ma assumere anti dolorifici solo in caso di mal di testa forte. la mia domanda è se è normale avere una crisi del genere per un attacco emicranico,e se può ritornare, ma soprattutto se devo ascoltare il parere del neurologo dell’ospedale che attribuisce tutto allo stress e che mi consiglia di sospendere i farmaci. Spero in una sua risposta
    la ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Sofia

    • I rapporti tra emicrania e epilessia non sono ancora chiari. Nella classificazione internazionale delle cefalee la crisi epilettica è considerata una possibile complicazione dell’attacco emicranico, ma è sicuramente un’evenienza molto rara. Comunque lei riferisce che durante il ricovero sono stati effettuati vari accertamenti e non è emerso nulla di significativo, quindi è possibile che si sia trattato di una complicazione isolata dei suoi attacchi emicranici e curando l’emicrania non dovrebbe ripetersi.
      Per quanto riguarda la cura della sua emicrania ribadisco che fondamentale è la prevenzione e rifugiarsi nell’uso degli antidolorifici rischia solo di aggravare le cose.
      Riferisce anche che in passato vari trattamenti farmacologici preventivi non hanno avuto successo ma qui bisogna fare un’osservazione: non è raro che i trattamenti preventivi non abbiano successo se non si modifica anche lo stile di vita.
      Questo vuol dire ridurre lo stress, fare pasti regolari, bere abbastanza ricordando che la disidratazione può scatenare l’attacco emicranico; inoltre è molto utile fare attività fisica regolare. Quest’ultimo è un aspetto poco sottolineato ma esistono studi che hanno valutato l’utilità nella cura dell’emicrania di una attività fisica regolare. Spero di avere tempo per dedicare un post a questo argomento in futuro.
      In mancanza di tutto questo non è strano che i trattamenti farmacologici preventivi facciano poco o nulla.
      Cordiali saluti

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