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Qual’è la causa dell’emicrania? Tutto quello che devi sapere in un minuto

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L’emicrania è il tipo più frequente di mal di testa e colpisce circa il 25% delle donne e l’8% degli uomini, ma la maggior parte dei casi più lievi sfugge alla diagnosi se non ci si rivolge al medico.

Esiste una predisposizione familiare all’emicrania e ciò significa che chi soffre di emicrania facilmente ha qualche consanguineo che presenta lo stesso problema.

Analizzando il rapporto genitori-figli possiamo dire che se un genitore è emicranico esiste il 40% di probabilità che anche il figlio lo sia, mentre se entrambi i genitori soffrono di emicrania la percentuale sale al 90%.

Il fatto che la predisposizione emicranica sia più frequente all’interno di certe famiglie dipende dal ruolo  che possono avere i geni nello sviluppo di questa patologia, anche se finora sono stati identificati soltanto i geni che causano alcune forme rare di emicrania come l’emicrania emiplegica famigliare.

La mutazione del gene codificante il canale del calcio sul cromosoma 19 interferisce con la secrezione di Serotonina (5-HT) nel mesencefalo. La disfunzione di questi canali potrebbe pertanto alterare i livelli di serotonina e predisporre i pazienti all’emicrania o disattivare i meccanismi di controllo del dolore.

Qual’è la causa dell’emicrania?

La prima teoria sull’origine dell’emicrania è stata quella vascolare che supponeva l’esistenza di un’alterazione della vasoregolazione delle arterie cerebrali con una prima fase di vasocostrizione a cui corrisponde l’aura emicranica e una fase successiva di vasodilatazione, caratterizzata dal dolore.

Negli ultimi anni, con l’aiuto delle tecniche che permettono di visualizzare l’attività del cervello, si è dimostrato che nel corso dell’attacco emicranico si modifica l’attività delle cellule nervose in alcune zone cerebrali mentre i fenomeni vascolari sono secondari.

Questo è evidente soprattutto nell’aura emicranica quando nella corteccia del lobo occipitale, responsabile della percezione visiva, le cellule nervose inizialmente si depolarizzano e poi si deprimono; lentamente questo stato di ipoattività dei neuroni si allarga alle zone cerebrali circostanti, causando le alterazioni visive proprie dell’aura emicranica. Per effetto del  “black-out” delle cellule nervose si verifica una riduzione del flusso di sangue nelle zone di corteccia cerebrale interessata.

Spesso i pazienti riferiscono la presenza di dolore al capo irradiato alla regione cervicale o viceversa; questa associazione è spiegata dal coinvolgimento nell’attacco emicranico delle fibre del nervo trigemino che convergono con le fibre delle prime due radici cervicali a formare il complesso trigemino-cervicale. Durante l’attacco di emicrania si suppone l’attivazione del nucleo trigeminale, insieme ad altri nuclei del sistema nervoso centrale.

Autore: Domenico Piazza

Medico, specialista in neurologia, esperto in agopuntura e omeopatia Dipendente dell'ASLTO2 Torino Nord , Ospedale San Giovanni Bosco, Piazza del Donatore di Sangue 3, 10154 Torino Responsabile dell'ambulatorio delle Cefalee e dell'Ambulatorio di Agopuntura Tel. 3358077781

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